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Nuova disciplina sul credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo Stampa E-mail
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Lunedì 03 Agosto 2015 12:00

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (GU Serie Generale n.174 del 29-7-2015) il D.M. 27 maggio 2015, adottato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, che rende operativa la nuova disciplina sul credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo introdotta dalla Legge di Stabilità 2015.

Il comma 35 dell’art. 1 della Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014) ha sensibilmente modificato la disciplina del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, così come prevista dall’articolo 3 del D.L. 145/2013 (Decreto “Destinazione Italia”), con particolare riferimento alla misura, alla decorrenza e alla platea dei beneficiari dell’agevolazione, prevedendo altresì una maggiorazione premiale in ordine alle spese relative alla ricerca svolta extra muros e per quelle relative al personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo.

Si tratta di una misura generale in favore di tutte le imprese, indipendentemente dal fatturato dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo nei periodi d’imposta in corso dal primo gennaio 2015 al 31 dicembre 2019.

Si prevede il riconoscimento di un bonus fino a un importo massimo annuo di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario, a condizione che la spesa complessiva per investimenti in attività di R&S effettuata in ciascun periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione ammonti almeno a 30mila euro ed ecceda la media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Il credito di imposta spetta nella misura del 25% delle spese aggiuntive che l’impresa ha sostenuto per investimenti in R&S rispetto alla media di quanto ha speso nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015, fatte salve alcune tipologie di spesa per le quali si arriva al 50%: costi per il personale altamente qualificato e per contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca o altre imprese comprese le startups innovative.

Il provvedimento sancisce l’obbligo per le imprese beneficiarie di conservare, con riferimento ai costi agevolati, tutta la documentazione utile a dimostrarne l’ammissibilità (es. fogli presenza,fatture di acquisto, ecc.). Tale documentazione deve essere certificata da un revisore o dal collegio sindacale, anche per le imprese non soggette a certificazione.

 

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