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         Il progetto "Valorizzazione di prodotti tipici della Dieta Mediterranea e loro impiego a fini salutistici e nutraceutici (DiMeSa)" PON02_00451_3361785 è finanziato a valere sul PON Ricerca & Competitività 2007-2013, Avviso 713/Ric. del MIUR, Asse I - sostegno ai mutamenti strutturali, Obiettivo Operativo - reti per il rafforzamento del potenziale scientifico-tecnologico delle Regioni della Convergenza, I Azione: Distretti di alta tecnologia e relative reti.           
     

Il contesto

La crisi del settore agro-alimentare siciliano, frutto anche della recente crisi economica regionale, nazionale, e comunitaria, presenta oggi momenti e aspetti di estrema criticità che risiedono principalmente nel limitato potenziale innovativo delle aziende e imprese del settore, nella scarsa integrazione con enti di ricerca pubblico-privati, nella insufficiente sistematizzazione e organizzazione in rete delle risorse esistenti sul territorio. Tali criticità si traducono in una sempre maggiore difficoltà delle piccole e medie imprese del comparto a essere presenti sui mercati nazionali ed esteri con caratteristiche di qualità e di competitività.                                                                                 leggi tutto >

Il finanziamento

Attraverso attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, anche grazie all'impiego delle biotecnologie e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, la proposta progettuale mira a rafforzare il potenziale innovativo delle produzioni agricole tradizionali dell'agroalimentare siciliano, promuovendo concretamente lo sviluppo di filiere scientifico-tecnologiche di eccellenza pubblico-private e delle relative reti, in coerenza con quanto definito dalle strategie del PON R&C e dalle politiche regionali in materia di ricerca e di innovazione.

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Il contesto

La crisi del settore agro-alimentare siciliano, frutto anche della recente crisi economica regionale, nazionale, e comunitaria, presenta oggi momenti ed aspetti di estrema criticità che risiedono principalmente nel limitato potenziale innovativo delle aziende ed imprese del settore, nella scarsa integrazione con enti di ricerca pubblico-privati, nella insufficiente sistematizzazione ed organizzazione in rete delle risorse esistenti sul territorio. Tali criticità si traducono in una sempre maggiore difficoltà delle piccole e medie imprese del comparto ad essere presenti sui mercati nazionali ed esteri con caratteristiche di qualità e di competitività.

D’altra parte, i dati di recenti studi epidemiologici indicano con estrema chiarezza che tutte le società occidentali, incluso il nostro paese, stanno assistendo ad un drammatico fenomeno costituito da vere e proprie epidemie di malattie “cronico-degenerative” (cardio- e cerebro-vascolari, respiratorie, neurodegenerative, diabete, obesità) e tumori, le cui cause sono in gran parte riconducibili a fattori di rischio legati allo stile di vita e, in particolare, all’alimentazione.

Numerosi studi hanno messo in relazione il modello alimentare Mediterraneo con lo stato di salute e con la longevità delle popolazioni studiate. I dati emersi concordano nell’attribuire a questo modello alimentare la capacità di ridurre significativamente il rischio di mortalità per qualunque causa, con particolare riguardo alle malattie cardio- e cerebro-vascolari, ai tumori e altre importanti patologie cronico-degenerative. Tuttavia, il progressivo abbandono dei principi e degli alimenti tradizionalmente alla base delle Dieta Mediterranea, e che hanno per decenni protetto la popolazione Italiana e quella di altri paesi come la Grecia e la Spagna, sta determinando un significativo incremento di incidenza delle suddette patologie proprio nella nostra regione, dove, paradossalmente, si registrano oggi percentuali tra le più elevate in Europa di adolescenti obesi e/o sovrappeso. Dal momento che la mortalità per queste patologie, che potremmo a ragione definire di origine nutrizionale, è ormai, a partire dagli anni ’90, in costante declino grazie alla sempre più efficace anticipazione diagnostica ed al miglioramento delle capacità di cura, assistiamo oggi ad un allarmante fenomeno “forbice”, dove ad un progressivo incremento del numero di nuovi casi/anno (incidenza) si accompagna una sensibile riduzione delle morti (mortalità), con un significativo e continuo incremento del numero complessivo di malati cronici (prevalenza). Tale fenomeno, oltre alla indiscutibile valenza scientifica, ha un peso economico e socio-sanitario di enorme rilievo, a tal punto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), insieme a tutte le principali istituzioni sanitarie ed oncologiche internazionali, hanno hanno sottolineato che le misure di prevenzione primaria, cioè misure rivolte alla rimozione e/o attenuazione dei fattori di rischio per i tumori e per molte patologie croniche, debbano essere prioritizzate e considerate di importanza primaria rispetto a quelle di prevenzione secondaria (anticipazione diagnostica) e di prevenzione terziaria (trattamento), in un'ottica complessiva ed integrata di lotta al cancro ed alle malattie cronico-degenerative. In tale scenario, una dieta tradizionale siciliana o di tipo Mediterraneo potrebbe costituire uno strumento di prevenzione primaria di fondamentale importanza, al fine di ridurre l’enorme diffusione cui sono andate incontro patologie cronico-degenerative e tumori nelle società “occidentali”, inclusa la nostra.

In tale contesto, la promozione della produzione e della competitività sui mercati regionali, nazionali ed esteri di prodotti tipici regionali attraverso una serie di attività finalizzate ad incrementarne il potenziale salutistico e nutraceutico, a validarne clinicamente gli effetti sullo stato di salute e di malattia e a consentirne un rapido sviluppo industriale appare una priorità imprescindibile. In buona sostanza, si intende rilanciare il settore agro-alimentare siciliano, moltiplicando la capacità di attrazione e le possibilità di mercato dei prodotti tradizionali dell’agricoltura regionale attraverso la valorizzandone degli aspetti legati alla protezione dello stato di salute e, soprattutto, alla prevenzione delle principali patologie “occidentali”.